Stavo tornando a casa, erano da poco passate le tre di un mattino incomparabile. Il blu e il bianco del cielo e delle stelle erano di una tale purezza, di una dolcezza così toccante che dovetti fermarmi, quasi stupito di tanta bellezza. Il silenzio era totale.1
Nella mia testa un pensiero: «I ain’t gonna live forever, I just want to live while I’m alive»2. Certo non si può vivere solo perché non si è morti, è un tradimento. Bisogna vivere come le stelle, e splendere3 perché la paura di morire è la scusa di chi non sa vivere.4
La vita è piuttosto semplice ma l’uomo non lo è, quelli che definiamo gli enigmi dell’esistenza non sono che le nostre complicazioni e le nostre selve oscure. 5In quel momento guardai le facce della gente attorno a me, e sentii che la mia era uguale alle altre. Facce senza sangue, facce tirate, preoccupate, smarrite. Facce sbiadite come fiori strappati alla radice e ficcati in un vaso.6 Mentre il tram sferraglia nella mattina d’autunno, in città non siamo scoperta né sponda sfiorita, non siamo né un giorno né vita…7 e allora “Spara Yurij spara! Spera Yurij, spera!”8
Intanto, su questi sedili di legno si sta come d’autunno sugli alberi le foglie9, mentre qualcuno mi canta: “tu sei quello che tu vuoi ma non sai quello che tu sei.”10 Lì, trasportato dal tram, l’aurora mi colpisce. In ogni alba c’è un momento in cui la luce appare come sospesa, un momento magico, irripetibile, durante il quale tutto il Creato resta col fiato sospeso11, e si ridesta il ricordo che ho del riso, dei libri, e persino del tabacco12, e che la pace che ho sentito in certi monasteri, o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa, sono solo l’ombra della luce13. Ricordo che siamo a bordo di una barca che fa acqua, e con le reti marce vogliamo pescare le stelle14, e che quello che mi ucciderà non sarà fumare o bere, ma qualcosa che mi porto dentro, cioè vivere.15
Certo vivere è restare sempre al vento… e sorridere dei guai16, e allora, anche se temo che la Domanda e la Risposta si escludano a vicenda, conoscere l’una implica l’impossibilità logica di conoscere l’altra. Non si possono conoscere entrambe nello stesso Universo17.
E voi, materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali. Tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali18.
Molti dei nostri sogni e dei nostri ideali sono naufragati, e ci può sembrare che tutto quel cantare sul cambiar la situazione non sia stato che un sogno o un’illusione19
In ogni caso, sai, non basta scegliere di avere l’idea giusta, assumerne il linguaggio ed il comportamento, poi dormirci dentro20.
Occorre fare attenzione, c’è un abisso tra ciò di cui cerchiamo di essere consapevoli, e ciò di cui lo siamo realmente21.
Così arrivo a casa, e davanti a una tazza di caffè nero bollente penso che magari è sbagliato pensare di risolvere grossi problemi con il solo ausilio delle patate fritte22.
G.R.
Tratto dalla newsletter di maggio-giugno 2018
Immagine: Salaryman Buddha di Andrew Browne
- John Fante – Chiedi alla polvere ↩︎
- Jon Bon Jovi – It’s my life ↩︎
- Jón Kalman Stefánsson – Il cuore dell’uomo ↩︎
- Linea 77 – Il veleno ↩︎
- Jón Kalman Stefánsson – La tristezza degli angeli ↩︎
- John Fante – Chiedi alla polvere ↩︎
- Francesco Guccini – Quello Che Non… ↩︎
- CCCP – Fedeli alla linea ↩︎
- Giuseppe Ungaretti – Soldati ↩︎
- Franco Battiato – Il vuoto ↩︎
- Douglas Adams – La vita, l’Universo e tutto quanto ↩︎
- Santoka – Haiku ↩︎
- Franco Battiato – L’ombra della luce ↩︎
- Jón Kalman Stefansson – La tristezza degli angeli ↩︎
- Francesco Guccini – Canzone della bambina portoghese ↩︎
- Vasco Rossi – Vivere ↩︎
- Douglas Adams – La vita, l’Universo e tutto quanto ↩︎
- Francesco Guccini – Cyrano ↩︎
- Eugenio Finardi – Cuba ↩︎
- Eugenio Finardi – Non diventare grande mai ↩︎
- Haruki Murakami – Vento e Flipper ↩︎
- Douglas Adams – La vita, l’Universo e tutto quanto ↩︎

